Menu
Invia un articolo
Cerchiamo collaboratori per aggiungere nuovi articoli, se siete esperti riguardo al
contenuto del sito contattateci riempendo la form a questo indirizzo
inserendo i seguenti dati: Autore, Email, Sito Web, l'argomento dell'articolo e un breve riassunto dei contenuti.
La nostra redazione vi risponderà il piú presto possibile.
Il Tetto
Il Tetto
Sopra la Mansarda il Tetto.
|
Data la sua configurazione architettonica, la mansarda è intrinsecamente legata al tetto, sia per ragioni stilistiche che per motivi funzionali: è quindi della massima importanza la qualità della copertura. Il materiale più tradizionale per il tetto, che offre ottimi requisiti estetici e di protezione dalle intemperie, è la tegola, in laterizio, preferibile per le case antiche o di linea classica (specie il coppo si inserisce perfettamente nei centri storici delle città), o in cemento, per chi vuole un soffio di modernità e ancor maggiori doti di resistenza; le tegole si posano su pendenze che vanno da 6 a 45 gradi, con o senza particolari accorgimenti e comunque necessitano sempre di una struttura di sostegno: non vanno mai fissate con malta alla soletta perché si impedirebbe l'indispensabile aerazione del sottotegola con danni notevoli. Ma se si vuole innovare, materiali e tecnologicamente all'avanguardia sono oggi disponibili: tegole in alluminio, adatte per forti pendenze, molto resistenti e disponibili in vari colori, lastre in resine termoplastiche,termoisolanti, e lastre in cemento rinforzato con reti in polipropilene, leggere e resistenti. Le tegole in alluminio sono molto resistenti agli agenti atmosferici, alla temperatura, alle atmosfere inquinate, di notevole leggerezza e di facilità di posa in opera e ben si presta a svariare colorazione. Ci sono anche le lastre per copertura, in resine termoplastiche, di grande resistenza meccanica e alla temperatura, stabili dimensionalmente, elastiche, infiammabili, isolanti termicamente e acusticamente, non cambiano colore e resistono ai raggi UV, all'inquinamento, a funghi, batteri e alghe, ai roditori, alle radici. Si potrebbe utilizzare un materiale per le lastre da tetto, è cemento armato e rinforzato con un sistema multiplo di reti in polipropilene, che conferisce doti di resistenza, di durata e di leggerezza finora inusuali: Impermeabilizziamo il Tetto.Sovente la normale copertura in tegole non è sufficiente ad assicurare la perfetta impermeabilità, o per la scarsa pendenza o per la rottura di elementi o per sovrabbondanza di precipitazione; talvolta il tetto in ardesia perde le sue proprietà di tenuta; spesso soluzione di copertura abbastanza economiche non reggono alla distanza. Per tutti questi casi il rimedio efficace è una buona impermeabilizzazione, realizzata al di sotto delle tegole con guaine bitumo plastiche, sopra l'ardesia con gomma liquida, sopra vecchie impermeabilizzazione o lastre in fibrocemento con una pasta elastomerica, in tal modo si garantiranno le migliori condizioni alla copertura per resistere alle avversità atmosferiche più intense, si assicureranno ai locali immediatamente sottostanti al tetto comfort e benessere, e si risparmieranno costosi interventi di ricostruzione. Una delle soluzione per impermeabilizzare il tetto di una mansarda, si usa una membrana prefabbricata costituita da armatura in velo vetro o tessuto nontessuto di poliestere impregnata del compound bitumo plastico e rifinita con scaglie di ardesia o graniglia minerale, resistente, durevole e di bell'aspetto estetico. Per ripristinare l'impermeabilità di tetti e canali di gronda è indicata un'emulsione acquosa di resine, da applicare a pennello sulla superficie pulita (liberata da muschio o licheni con un fungicida; se porosa, trattata con apposito fondo) . Quando la copertura in ardesia si usura col tempo e le intemperie, è necessario pensare al ripristino delle sue caratteristiche di impermeabilità senza tuttavia dover rifarla completamente basterà trattarla con della gomma liquida da applicare a pennello o a spruzzo su ardesia ( ma si adatta anche ad altre coperture e impermeabilizzazione); sono tre le mani, intervallate dalla posa del tessuto di rinforzo, e completate da una di finitura. La pasta elastomerica va stesa su superficie pulita, asciutta e priva di crepe, dopo una mano di primer, in almeno due strati, eventualmente intervallati da tessuto di rinforzo; la temperatura minima dell'aria è di +5 C e non vi deve essere pioggia o nebbia.
Articolo di Saverio Capece |